La trasformazione digitale ha accelerato e sottolineato la necessità di una infrastruttura di rete sempre più forte: sarà il 6G che determinerà la tecnologia di dati mobili e la nostra comunicazione nel prossimo decennio. Ma come? E perché il 5G risulta già obsoleto? Per saperlo continua a leggere!
In questo momento, risulta necessario investire nella ricerca sul 6G per rafforzare la sovranità tecnologica dell’Europa a lungo termine e non dipendere dagli altri in futuro.
Ma facciamo un passo indietro.
Grazie al 4G è stato possibile avere Internet wireless a banda larga, mentre il più recente 5G può gestire fino a un milione di connessioni, con un consumo di energia inferiore al 4G, cosicché i dispositivi possono arrivare ad una durata della batteria dieci volte più lunga. Inoltre, il 5G fornisce una velocità fino a 20 Gbps e una velocità di esperienza utente media di 120 Mbps (il 4G viaggia in media sui 28 Mbits/s). Ciò rende il 5G la tecnologia d’elezione per l’Internet of Things: ad esempio, con il 5G si possono pilotare droni e eseguire interventi chirurgici in remoto.
Ma non basta: il mondo della ricerca guarda già avanti verso il 6G.
Per sfruttare al meglio le potenzialità delle funzioni collaborative degli agenti intelligenti, si guarda alla prossima generazione mobile, che riesce a sostenere calcoli enormi e a creare reti intelligenti in real time: con il 6G la velocità sarà di 1.000 Gbps, per supportare applicazioni come X Reality (o Cross Reality), una combinazione di realtà aumentata (AR), realtà virtuale (VR) e realtà mista (MR), che crea un ambiente sia reale che virtuale con interazioni uomo-macchina in tempo reale (se non sai di cosa parlo, puoi approfondire qui!). Inoltre, la rete sarà in grado di regolarsi autonomamente.

Dal punto di vista tecnologico, secondo gli analisti di Abi Research, il 6G risolverà le due principali problematiche dell’AI: la complessità dell’elaborazione dei calcoli e il consumo energetico dei dispositivi e dell’hardware.
Inoltre, il 6G porterà le telecomunicazioni mobili nell’era dei Terabit (multiplo del bit), ma gli operatori dovranno ripensare ad un’adeguata infrastruttura di rete: le stazioni base attuali non riusciranno a soddisfare la necessità di copertura totale del territorio su cui si baserà il 6G.
Questo problema può essere risolto con le reti non terrestri: SoftBank e OneWeb hanno già iniziato a lavorare insieme sullo sviluppo della banda larga satellitare.
Ma quali sono le possibili applicazioni del 6G?
Come abbiamo detto, per sfruttare al meglio tutte le potenzialità di macchine e sistemi intelligenti, capaci di apprendere da sole, eseguire compiti complessi e unirsi in reti collaborative, anche il 5G non basta. Ma non è solo per la velocità: il salto in più necessario è la capacità di abilitare moltissime collaborazioni complesse in tempo reale tra agenti intelligenti, che prendono decisioni e risolvono problemi.
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Un esempio ne sono le auto driverless, che devono saper agire e reagire velocemente, eseguendo un numero di calcoli enorme in pochissimo tempo, collegandosi con tutti gli altri agenti intelligenti (le altre auto connesse, le mappe, ecc.) in real time.
Superate le difficoltà tecnologiche, il futuro standard mobile promette di abilitare un numero gigantesco di nuove applicazioni, soprattutto nel settore industriale.
Gli altri ambiti di applicazione del 6G saranno i mercati finanziari, la sanità e il “nowcasting”, ovvero la possibilità di prevedere eventi o reagire appena si verificano.
Che impatto avrà sull’ambiente e la società?
La realizzazione delle reti e dei servizi 6G deve comprendere gli obiettivi Onu per lo sviluppo sostenibile (SDGs): per questo il White paper 6G Drivers and Vision della Ngmn (Next Generation Mobile Networks Alliance) considera anche l’impatto della nuova connettività su ambiente e società.
Anche l’EU ritiene che l’industria delle telecomunicazioni debba salvaguardare le necessità sociali, quelle operative per le telco e quelle per l’utente finale: questi saranno anche, secondo l’Ngmn, i driver dello sviluppo del 6G.

Per quanto riguarda la sostenibilità sociale, le tecnologie future dovrebbero dare un contributo al raggiungimento di traguardi come sostenibilità ambientale, assistenza sanitaria efficiente, riduzione della povertà e delle diseguaglianze, miglioramento della sicurezza pubblica e della tutela della privacy, sostegno alla terza età in popolazioni con età medie sempre più alte, gestione dell’urbanizzazione.
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Per le necessità operative per le telco, secondo la Ngmn è importante rendere più efficiente per gli operatori di rete mobile progettare, realizzare, gestire e tutelare le prestazioni delle loro reti.
Per quanto riguarda invece l’utente finale, occorre soddisfare le richieste dei clienti offrendo nuovi servizi e funzionalità abilitati da nuove tecnologie in un modo che non gravi sui costi delle telco.
Anche la privacy sarà un nodo da sciogliere, perché il 6G permetterà di raccogliere molti più dati sugli utenti rispetto alle generazioni mobile precedenti e occorrerà stabilire regole per gestire e tutelare tante informazioni.
Quali sono le tempistiche?
Il mondo telco è uno dei settori a più alto tasso di innovazione con evoluzioni continue all’ordine del giorno: la standardizzazione del 6G è prevista già per il 2025, mentre la commercializzazione dovrebbe avvenire entro il 2030. Il 6G sarà fondamentale per l’IoT (Internet of Things), ovvero l’estensione di internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti.