“Rispettiamo la natura ed allora il mondo guariraaaaaaaà”
Con questa semplice frase, che concludeva la sigla del celebre cartone animato anni ‘80 The Smurfs (I Puffi), si intuisce come il tema della sostenibilità sia presente da diverso tempo e sottoposto alle giovani generazioni per sensibilizzarle.

Presente… ma con pochi riscontri pratici e scarsi risultati a livello globale. Negli ultimi tempi, caratterizzati da un maggiore spazio per la riflessione dovuto all’isolamento forzato, abbiamo rivisto le nostre abitudini, cambiato priorità ed obiettivi, adattato il nostro modo di lavorare alla nuova situazione.
In questo marasma di opportunità l’essere green ha cominciato a risalire la classifica degli interessi e delle priorità, nel privato come nel pubblico.

Ma cosa vuol dire Essere green?
Per un’azienda la risposta abbraccia più ambiti, legati al tipo di produzione, consumo e operatività. In campo tecnologico ad esempio un punto di vista analizza le quantità di rifiuti elettronici generati; un altro le emissioni di anidride carbonica dovute alla produzione delle apparecchiature elettroniche ed alla gestione di data center.

Si arriva poi alle azioni che quotidianamente svolgiamo a lavoro e che adottando piccoli accorgimenti, possono contribuire alla salvaguardia ed alla sostenibilità ambientale.

Quali sono i passi da compiere?
· L’adozione dello Smart working, ove possibile, contribuisce alla riduzione del traffico urbano
· L’utilizzo di stampanti e fax web come quello della firma digitale diminuiscono il consumo di carta
· L’attivazione delle funzioni di risparmio energetico durante le ore lavorative e lo spegnimento di tutti i dispositivi hardware a fine giornata
· La sostituzione del sistema di illuminazione con luci a led garantisce un risparmio di circa l’85%; l’installazione di pannelli solari consente di usufruire di detrazioni fiscali
· Abbassare la portata di rubinetti e servizi igienici e differenziare i rifiuti
· Responsabilizzare i propri dipendenti tramite un piano di educazione ambientale, in modo che adottino comportamenti virtuosi da ‘esportare’ fuori dal posto di lavoro.

Da non sottovalutare poi la crescita di valore della propria azienda rispetto alla soddisfazione dei criteri ESG (Environmental – Social – Governance). Questi ultimi vengono utilizzati per misurare l’impatto ambientale, sociale ed amministrativo di una società e ad un maggior punteggio corrisponde a una maggiore ‘appetibilità’ dell’azienda sul mercato. Esistono infatti delle classifiche per le realtà lavorative che rispettano questi criteri.

Meritano attenzione alcune iniziative che sono state adottate nel piccolo come dai grandi colossi.
Il brand Coca-Cola testerà una bottiglia di carta da 250 ml con una bevanda vegetale distribuita dal gruppo: potranno sperimentare il nuovo packaging i consumatori ungheresi durante l’estate 2021!

Gli studenti di un liceo artistico di Perugia hanno creato uno speciale orto botanico con l’obiettivo di coltivare piante tintorie dalle quali estrarre sostanze coloranti da utilizzare per le attività scolastiche. Una sorta di scuola a kilometro zero che ha permesso di recuperare e valorizzare un’area in stato di degrado.

Ma si può fare di più! Esistono aziende infatti che sviluppano progetti green su misura per altre aziende. Zero CO₂ studia piani di riforestazione ambientale.

Ancora AzzeroCO2  in collaborazione con E.ON energia promuovono il progetto Energy 4 Green che prevede di calcolare le emissioni di gas e l’impronta idrica a carico di un’azienda per compensarle e ridurle.

Insomma… ce n’è per tutti i gusti! Dai piccoli gesti alle grandi iniziative possiamo concretamente fare qualcosa. L’importante è dare il via al cambiamento, perché come dice Philip Kotler, guru del management statunitense
“Vi sono due tipi di imprese: quelle che cambiano e quelle che scompaiono”

Noi vogliamo esserci! E lasciare un’impronta green! Contattaci per scoprire come ottimizzare la tua rete aziendale.