Se segui il mondo dell’Intelligenza Artificiale, avrai notato che fino a oggi la scelta è sempre stata un po’ rigida. Da un lato ci sono i “super-cervelli” chiusi nei server delle grandi multinazionali tech, potentissimi e intoccabili; dall’altro, modelli più aperti, ma spesso difficili da addestrare per le esigenze reali di un’azienda.

Forse non tutti sanno che esiste una via di mezzo fra questi due poli: Thinking Machines Lab – la startup di Mira Murati (ex CTO di OpenAI) – ha lanciato Inkling. Non si tratta del solito chatbot, ma di un modello progettato per essere aperto, incredibilmente flessibile e capace di ragionare prima di rispondere. Vediamo insieme perché Inkling potrebbe cambiare il nostro modo di lavorare con l’AI.
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Dal punto di vista tecnico, Inkling conta ben 975 miliardi di parametri complessivi ma, grazie a un’architettura intelligente chiamata Mixture of Experts, il modello attiva solo 41 miliardi di parametri per ogni singola richiesta. Il risultato? È veloce e consuma pochissima energia. A tal proposito, puoi leggere il mio articolo Il Manifesto della sostenibilità digitale dell’AI.
La vera rivoluzione, però, sta in una funzione chiamata controllo dello sforzo di pensiero (controllable thinking). Ti è mai capitato di fare una domanda complessa a un’AI e ricevere una risposta istantanea ma superficiale? Ecco, con Inkling puoi decidere tu: se gli chiedi di scriverti una mail veloce, risponde in un lampo. Se invece gli affidi un problema di programmazione o un calcolo matematico complesso, puoi dirgli: “Prenditi il tuo tempo, ragiona e poi rispondi”. Proprio come farebbe un essere umano.
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La forza dell’Open-Weight
La novità più bella di Inkling è che è un modello open-weight (rilasciato con licenza Apache 2.0).
Cosa significa in concreto? Significa che i “pesi” del modello – cioè le informazioni e le connessioni che lo fanno funzionare – non sono un segreto industriale protetto da una password. Chiunque può scaricare Inkling, farlo girare sui propri server aziendali in totale sicurezza e, soprattutto, guardare cosa c’è dentro.
In un momento in cui la privacy dei dati aziendali è fondamentale, poter ospitare un’AI così potente direttamente “a casa propria”, senza dover inviare dati sensibili a server esterni, è una svolta enorme.
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Tinker: l’addestratore personale per la tua azienda
Ma un’AI generica, per quanto intelligente, non conosce i dettagli del tuo business. Per questo, insieme a Inkling, è stata lanciata Tinker, una piattaforma di sviluppo che semplifica la personalizzazione.
Con Tinker puoi prendere la struttura di Inkling e fare quello che in gergo tecnico si chiama fine-tuning (l’addestramento specifico). In parole semplici: gli dai in pasto i tuoi manuali, i tuoi dati e le tue procedure, insegnandogli a parlare e a lavorare esattamente come serve a te.

Che si tratti di un assistente per scrivere codice software super specifico o di un chatbot che conosce a memoria la cronologia dei contratti dei tuoi clienti, Inkling diventa lo specialista di cui avevi bisogno.
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Verso un’AI più democratica
Inkling ci dimostra che l’Intelligenza Artificiale non deve essere per forza una scatola nera inaccessibile. Il futuro del lavoro si costruisce sulla collaborazione uomo-macchina, e modelli così aperti e personalizzabili sono il primo, vero passo per mettere questa tecnologia davvero al servizio delle persone e delle imprese.
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