Il DDL ha l’obiettivo di regolare l’intelligenza artificiale in Italia, affiancandosi all’AI Act: vediamo insieme in cosa consiste e come questa nuova normativa nazionale si affianca e si integra con l’AI Act europeo.
Cos’è il DDL AI
Il disegno di legge “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale” (DDL S. 1146-B), è stato approvato a settembre 2025. Come si legge dal sito del Governo italiano, è il “primo quadro normativo nazionale in Europa che disciplina sviluppo, adozione e governance dei sistemi di IA nel rispetto dei principi costituzionali e dei diritti fondamentali e in piena coerenza con l’AI Act europeo”. Infatti, va ad integrarsi all’AI Act, il regolamento a livello europeo, andando a rispondere ad esigenze più specifiche. Se te lo sei perso, puoi recuperare il mio articolo in merito AI Act: ecco tutto quello che c’è da sapere.
Lo scopo DDL IA, come indicato e al #GDPR dal Governo, è riuscire ad utilizzare l’IA in modo “antropocentrico, trasparente e sicuro, con particolare attenzione a innovazione, cybersicurezza, accessibilità e tutela della riservatezza”.

Rispetto al GDPR, che riguarda il trattamento dei dati personali più in generale, il DDL riguarda in particolare l’impatto dell’intelligenza artificiale sui diritti dell’interessato, la trasparenza la responsabilità, ma con deroghe in casi specifici e dando maggiore importanza alla supervisione umana. Va dunque ad integrare il GDPR, andando a tutelare i diritti fondamentali in un panorama digitale che ora comprende l’IA.
Invece, rispetto all’AI Act, che ha un approccio basato sul rischio, ovvero classifica infatti i sistemi di IA in base al loro impatto, il DDL ha un approccio più precauzionale e settoriale. Inoltre, prevede sanzioni penali, ad esempio sui deepfake, risultando quindi più rigido rispetto all’AI Act, che si limita invece a imporre obblighi informativi.
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DDL intelligenza artificiale: cosa prevede il quadro normativo nazionale
Si divide in sezioni, che riguardano più argomenti
- L’adozione di una Strategia nazionale sull’AI
- I settori applicativi: sanità, mondo lavorativo, pubblica amministrazione, giustizia, scuola e sport
- La governance, dove vengono individuate le autorità dedicate, ovvero l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) come autorità di notifica, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) come autorità di vigilanza
- L’utilizzo illecito dell’AI, dove vengono introdotti nuovi reati, in particolare i deepfake.
Inoltre, per far sì che la legge sia sempre attuale, è stato istituito un meccanismo che prevede un aggiornamento biennale della Strategia nazionale per l’IA.
Dunque, l’obiettivo del DDL intelligenza artificiale è quello di promuovere l’innovazione grazie all’intelligenza artificiale, salvaguardando al contempo i diritti fondamentali. E grazie a questa legge, l’Italia è il primo Paese EU con una strategia nazionale adeguata all’AI Act.
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