Il termine Magecart si riferisce ad una pericolosa tecnica di cyber-attacco (nota come digital skimming) che prende di mira i siti di e-commerce per rubare i dati delle carte di credito in tempo reale. Per scoprire come funziona e come difendersi da questa minaccia, continua a leggere il mio articolo!
Cos’è un attacco Magecart?
Magecart è una strategia di supply chain attack (attacco alla catena di approvvigionamento) dove gli hacker iniettano codice JavaScript malevolo all’interno di un sito web legittimo, solitamente nelle pagine di checkout: quando un cliente inserisce i dati della propria carta di credito e preme “acquista”, il codice malevolo copia queste informazioni e le invia a un server controllato dai criminali, senza interrompere la transazione originale.
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Gli hacker non devono necessariamente violare i server principali dell’azienda. Spesso sfruttano vulnerabilità in:
- Plugin di terze parti: chatbot, strumenti di analisi o widget di recensioni;
- Librerie JavaScript esterne: se un fornitore di servizi esterno viene compromesso, tutti i siti che caricano quel servizio diventano vulnerabili;
- Piattaforme e-commerce non aggiornate: versioni datate di Magento (da cui il nome “Mage-cart”), Shopify o WooCommerce.
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Il processo in 3 step
Mentre i classici attacchi hacker puntano a violare database per rubare milioni di file in una volta sola, gli attacchi Magecart agiscono nell’ombra, intercettando i dati proprio mentre l’utente li digita. Come funziona il processo? Vediamolo insieme:
- Iniezione: l’hacker trova una falla e inserisce poche righe di codice JavaScript nel sito vittima.
- Esecuzione: il codice resta dormiente finché un utente non arriva alla pagina di pagamento; mentre l’utente digita, lo script cattura ogni battuta di tasto.
- Esfiltrazione: i dati rubati vengono inviati a un server esterno camuffato, spesso con nomi di dominio che sembrano innocui.
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Come si proteggono i proprietari di e-commerce?
La sicurezza viene garantita attraverso l’implementazione di una Content Security Policy (CSP), atta a limitare l’esecuzione di script ai soli domini autorizzati. Inoltre, per prevenire la manomissione di librerie esterne, viene utilizzato lo standard Subresource Integrity (SRI).

Parallelamente, è essenziale mantenere un monitoraggio costante delle modifiche al codice sorgente e delle connessioni verso domini non autorizzati, assicurando l’aggiornamento della piattaforma e dei relativi plugin.
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E i consumatori?
L’utilizzo di portafogli elettronici come Apple Pay, Google Pay o PayPal riduce sensibilmente i rischi, poiché evita l’inserimento diretto dei dati della carta sui siti web.
Altre strategie efficaci includono l’impiego di carte virtuali ‘usa e getta’ con limiti di spesa ridotti e l’attivazione di notifiche o SMS per il monitoraggio in tempo reale di ogni transazione.
In generale, la difesa più efficace contro l’evoluzione del cybercrimine resta la consapevolezza: restare informati è il primo passo per trasformare un web potenzialmente rischioso in uno spazio di scambio sicuro e affidabile.
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