I creatori di Instagram hanno lanciato una nuova app, Artifact, un feed per le notizie personalizzato grazie all’intelligenza artificiale. Come funziona? Vediamolo insieme.

Cos’è Artifact
Già il nome di questa nuova piattaforma è esplicativo: il termine “fact” allude alle notizie, che sono il contenuto del feed, mentre il termine “art” rimanda all’intelligenza artificiale che contraddistingue il feed.

Per capire meglio di cosa si tratta, puoi fare riferimento ad alcuni social già esistenti: Artifact infatti ha un po’ di Google Reader, dove appunto puoi trovare notizie e articoli su argomenti o fonti di tuo interesse.

Per quanto riguarda invece l’AI, Artifact riprende molto da TikTok, in particolare dalla sezione “Per te”: allo stesso modo, Artifact propone all’utente contenuti selezionandoli con l’intelligenza artificiale, in particolare grazie al machine learning, di cui ti parlo nel mio articolo Machine Learning: cos’è e a cosa serve la tecnologia di apprendimento automatico. Infatti, più l’utente utilizza la piattaforma, più questa si setterà sui suoi gusti e con ciò con cui interagisce, proponendo contenuti simili.

Infine, Artifact è stato già paragonato molto a Twitter, per il fatto che gli utenti possono commentare e condividere le notizie, ma soprattutto perché Twitter è una delle principali piattaforme per le notizie.

Quali notizie si possono leggere sulla piattaforma?
Principalmente di qualsiasi tipo, certo è che Artifact ha scelto di proporre sia articoli di testate più conosciute e popolari, come il New York Times, che articoli più di nicchia. Una cosa però accomuna tutte le notizie: devono essere vere. Infatti, uno degli obiettivi del social è quello di impedire la diffusione di fake news, almeno sulla piattaforma, anche se non è ben chiaro ancora in che modo. Certo è che per la piattaforma è essenziale affidarsi a testate affidabili per garantire una buona user experience. Se vuoi approfondire questo argomento, puoi leggere il mio articolo User Experience Design: ecco cos’è e a cosa serve!

Vediamo ora com’è strutturato Artifact.
La piattaforma è divisa principalmente in 3 parti: come accennavamo prima, una prima parte è il “For you” (come in TikTok), dove appaiono i contenuti per l’utente. Come funziona? Inizialmente gli articoli vengono scelti secondo le parole chiave che l’utente ha selezionato come interessanti per lui e via via l’algoritmo impara dalle sue preferenze. Questa parte è dunque utile se vuoi rimanere aggiornato, ad esempio, su un certo tema, notizia o persona.

La seconda parte è invece la “Headlines”, dove ci sono le notizie che le redazioni reputano più rilevanti: porta quindi l’utente ad interagire anche con altre tipologie di notizie, e non solo quelle selezionate dal machine learning, evitando di ricreare le cosiddette “camere d’eco”.

La terza sezione, infine, raccoglie varie statistiche di utilizzo da parte dell’utente, ad esempio mostrando il numero di articoli letti, le quantità di ore passate a leggere , quali sono gli argomenti più letti e così via.

Questa sezione potrebbe avere lo scopo di portare l’utente ad essere sempre più attivo sulla piattaforma, grazie ad una strategia di gamification, ovvero la ludicizzazione di elementi mutuati dai giochi in contesti non ludici, per indurre gli utenti a comportamenti attivi e raggiungere obiettivi specifici.

Ci saranno poi delle funzioni che devono essere ancora implementate, che saranno la possibilità di commentare le notizie e di scambiarsi messaggi privati tra utenti, dove inviarsi anche gli articoli e un feed in cui ci saranno gli articoli condivisi dalle persone seguite.

Infine, non è ancora chiaro se sulla piattaforma saranno presenti adv o meno, che potrebbero essere fonte di guadagno per la piattaforma, mentre per il momento non c’è un abbonamento da sottoscrivere da parte degli utenti.

Dunque, con la sezione “Per te”, la somiglianza a Twitter, che ormai è sempre più al centro di polemiche, e contenuti personalizzati grazie all’AI, Artifact sembra avere tutte le caratteristiche per riscuotere successo.

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