Quando Elon Musk ha iniziato a parlare di comprare Twitter ha affermato che “l’acquisto di Twitter è un acceleratore per creare X, l’app di tutto. Musk si riferiva a una super app, ma cosa significa? Cosa sono le super app? Vediamolo insieme.

Cosa sono le super app
Una super app è un’applicazione che fornisce più servizi, utilizzabili dalla stessa piattaforma: in pratica, all’interno di un’unica grande app ci sono tante piccole “mini-app”. I servizi non sono necessariamente simili tra loro, anzi: la forza delle super app sta proprio nell’ampia gamma di servizi offerti, dai pagamenti digitali a servizi di taxi, delivery, spesa e così via. Ovviamente devono essere semplici e intuitive da utilizzare, in modo che non si crei confusione a causa dei vari servizi disponibili.

Per capire meglio, vediamo alcuni esempi di soluzioni già diffuse in Asia.

WeChat
Forse l’esempio più riuscito, WeChat è una super app cinese nata per la messaggistica nel 2011, arrivata ad avere oggi 1,25 miliardi di utenti. Nel tempo si è arricchita di funzioni, arrivando a permettere non solo di messaggiare, ma anche chiamare, leggere le notizie, fare la spesa, ordinare cibo, prenotare alberghi, taxi, pagare le bollette e più in generale acquistare online, in quanto si possono collegare all’app i wallet digitali.

Gojek
Questa super app è diffusa in Indonesia, Vietnam, Singapore, Thailandia e Filippine: è stata fondata nel 2010 e originariamente era un call center per collegare i consumatori ai servizi di consegna tramite corriere e di trasporto a due ruote. In seguito ha aggiunto altri servizi, come GoPay, GoRide, GoSend, GoShop, GoPlay, GoFood, fino ad arrivare ad offrire una ventina di tipologie di servizi differenti.

Le super app sono realizzabili in Occidente?
Non è un caso che le super app, al momento, siano presenti solo in Asia: lì internet si è diffuso in modo molto tardivo e veloce rispetto all’Occidente, motivo per cui la popolazione è praticamente passata direttamente allo smartphone, senza passare dal desktop. Questo ha fatto sì che la popolazione sia prevalentemente mobile-first e che sia quindi abituata a “fare tutto” dallo smartphone. In Occidente, invece, molte persone compiono azioni ancora principalmente da desktop.

Inoltre, le persone avrebbero bisogno di un motivo per iniziare ad usare i servizi di una super app, che sia nuova o lo sviluppo di una esistente, e smettere di utilizzare tutte le app che già conoscono e di cui si fidano.

Dunque, in Occidente le abitudini digitali e culturali delle persone sono differenti, ma soprattutto ci sono differenze anche a livello normativo. In Occidente, con un’app come WeChat, si verificherebbero subito problemi di Antitrust.
Inoltre anche dal punto di vista privacy si svilupperebbero subito complicazioni di tipo legali: solo per la loro natura e il loro funzionamento, le super app raccolgono una grande mole di dati personali degli utenti. Si renderebbe così necessaria una regolamentazione per la raccolta, la conservazione e l’utilizzo di questi dati.

Per quanto riguarda i tentativi di super app realizzati finora in Occidente, Musk non è stato il solo a provare a realizzare un progetto. Anche Zuckemberg con Meta potrebbe avere questo obiettivo, in particolare con Whatsapp, a cui recentemente sono state implementate nuove funzioni, tra cui quelle business.

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Whatsapp ha infatti in comune con WeChat il fatto di essere in origine un’app di messaggistica, anche se trasformarlo in una super app presenterebbe molte difficoltà, oltre a quelle già menzionate. Innanzitutto, sarebbero necessari altissimi investimenti per renderlo possibile, in un momento in cui Meta non è nelle condizioni economiche ottimali: durante il 2022 ha già investito miliardi di dollari nel Metaverso, senza ancora vederne i frutti, ha perso molto valore in borsa, nonché ricavi, tanto da arrivare a fare 11 mila licenziamenti.

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