La PEC è un canale di comunicazione sicuro e affidabile, ma i criminali informatici hanno imparato a sfruttare proprio questa fiducia: utilizzano la credibilità di una PEC per inviare phishing, malware e truffe mirate. Per capire come riconoscere questa tipologia di minaccia informatica, cosa fare per evitarla e come agire se ne rimani vittima, continua a leggere il mio articolo!

La Posta Elettronica Certificata è un canale attraverso cui è possibile inviare e ricevere mail, equiparando il messaggio a una raccomandata con ricevuta di ritorno e dal valore legale. Inoltre, rispetto alla mail tradizionale, certifica l’autenticità del mittente ed è spesso utilizzata in ambito aziendale, con la Pubblica Amministrazione ma anche tra cittadini.

Potrebbe interessarti anche: I deepfake per le aziende 

Tuttavia, proprio questa autorevolezza che trasmette la PEC, viene sfruttata dai malintenzionati per risultare più credibili e diffondere truffe informatiche, rendendo la minaccia ancora più difficile da riconoscere.

In particolare, i cybercriminali, possono utilizzare la PEC per effettuare campagne di phishing altamente insidiose o per veicolare malware, ma anche attacchi di social engineering.

Leggi anche: Spear Phishing: di cosa si tratta e come puoi difenderti

Come riconoscere pec false

Sebbene quando ricevi una PEC tu possa essere portato a fidarti già della sua autorevolezza, ci sono alcuni aspetti che ti consiglio di tenere sempre in considerazione e che possono aiutarti a capire se si tratta di una truffa: 

  • Indirizzo del mittente: controlla che sia un indirizzo PEC, non generico (come @gmail.com o @hotmail.com), e che non sia fasullo, quindi che ad esempio non presenti caratteri speciali o numeri al posto delle lettere
  • Oggetto: se mette un senso di urgenza o di allarme
  • Contenuto: se non è scritto in tono formale, ci sono errori  o refusi
  • Firma digitale: se non è presente alla fine della mail 
  • Link e allegati: se viene chiesto di cliccare direttamente su alcuni link o di scarica allegati.

Per maggiore sicurezza, puoi anche verificare che l’indirizzo da cui hai ricevuto la PEC sia registrato ufficialmente: puoi verificare dai registri pubblici, come ad esempio da questo sito del Governo, gratuitamente a disposizione degli utenti.

Leggi anche: Occhio al Credential stuffing

Come difendersi dalle truffe via pec

Oltre a saper riconoscere una pec falsa, è utile anche saperti difendere nel caso in cui tu la ricevessi. Innanzitutto, scegli un provider di PEC affidabile, che ti garantisca certi standard di sicurezza, ma tieni anche aggiornati i tuoi sistemi aziendali. Inoltre, tieniti sempre informato sulle tecniche di phishing e in generale sulle minacce informatiche, in modo da essere in grado di riconoscerle e non cadere in trappola.

Potrebbe interessarti anche: L’intelligenza artificiale in ambito cybersicurezza

Cosa fare se ricevi una pec falsa

Se hai ricevuto una PEC fraudolenta, e riesci a riconoscerla senza aprirla, magari dall’oggetto o dal mittente, cestinala quanto prima.

Se quando hai aperto la mail ti sei accorto che la pec ricevuta potrebbe essere una truffa, non ignorare i segnali e non farti prendere dal panico: infatti, anche se l’oggetto o il contenuto ti mettono fretta, non farti prendere dal senso di urgenza, ma leggi bene quello che hai davanti; se hai aperto la mail non cliccare assolutamente su link e non scaricare allegati sospetti. 

Per assicurarti che sia un tentativo di truffa, puoi verificare l’indirizzo del mittente, come ti accennavo prima. Infine, segnala il tentativo alle autorità competenti.

Cosa fare se sei vittima di una truffa tramite pec falsa

In caso fossi rimasto vittima di un attacco di phishing, considera che le informazioni che hai fornito sono ora in possesso dei malintenzionati, quindi stai attento ad ulteriori tentativi di truffa che potrebbero sfruttare l’accesso a queste informazioni. Se hai fornito delle credenziali, ti consiglio di modificarle quanto prima.

Nel caso in cui si trattasse di un malware o di un tentativo di estorsione di denaro, contatta il reparto di sicurezza informatica e le autorità competenti.

Potrebbe interessarti anche: Il phishing nell’era dell’intelligenza artificiale: le strategie di prevenzione